test genomico tumori della pelle

Dopo l’asportazione di un melanoma, negli stadi in cui è necessario prescrivere un trattamento medico (attualmente stadi III e IV), è dirimente eseguire delle analisi molecolari.

La diagnosi molecolare dei tumori avviene mediante analisi del DNA e viene condotta su campioni biologici (sangue, tessuto per lo più) ricercando ed identificando nei vari campioni in esame l’eventuale presenza di cellule portatrici di un informazione genetica alterata (mutazione).

I melanomi associati all’esposizione intermittente al sole (quelli cioè causati dalle scottature), sono caratterizzati dalla presenza di alterazione di due geni B-raf e N-ras.

La scoperta del coinvolgimento di questi geni nell’insorgenza del melanoma ha portato alla definizione di una nuova “classificazione molecolare” del melanoma, con l’obiettivo di identificare sottogruppi di pazienti che possano potenzialmente beneficiare di specifiche strategie terapeutiche

Mutazione del gene BRAF

Una corretta diagnosi nei pazienti con melanoma operato in stadio III e inoperabile o metastatico deve comprendere almeno l’analisi molecolare per la ricerca della mutazione del gene B-raf.

Quando presente una mutazione V600 del gene, i pazienti possono beneficaire del trattamento con inibitori di BRAF e di MEK. 

Il gene BRAF, mutato nel 45-50% dei casi, ha un ruolo fondamentale nel controllo della proliferazione dei melanociti, le cellule da cui origina il melanoma. Circa la metà dei melanomi presenta mutazioni del gene BRAF, che quando iper espresso è in grado di attivare in maniera incontrollata la proliferazione cellulare neoplastica.

Attualmente in molti centri oncologici oltre alla ricerca di mutazione del gene B-raf si ricercano mutazioni rigurdanti altri due geni che sono coinvolti nell’insorgenza del melanoma, il gene N-ras e il gene c-Kit.

Mutazione del gene NRAS

Ad oggi, il rilievo della mutazione di NRAS, può essere utile per l’inserimento di pazienti in studi clinici, non ci sono infatti farmaci con comprovata efficacia diretti contro questa mutazione e approvati, pertanto, in Italia.

Mutazione del gene c-Kit

In ultimo il coinvolgimento del gene c-Kit è molto raro. 1-3% dei melanomi totali; 20% melanomi mucosali; 15% melanomi acrali. Per questo motivo la valutazione dello stato mutazionale di c-KIT è indicata nei melanomi acrali e mucosali dopo la valutazione dello stato mutazionale di BRAF.

Ci sono limitate esperienze cliniche in Italia sull’utilizzo nel melanoma di un farmaco in uso per altri tumori (GIST e Leucemie) di nome Imatinib (Glivec) che agisce tra le altre cose anche contro il gene c-Kit.

In Italia, Imatinib è stato approvato in legge 648 per i melanomi metastatici inoperabili con c-KIT mu- tato (esone 11 e 13), non trattabili o in progressione dopo immunoterapia.

dr.ssa Alessandra Bulotta
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